Meteorologia · Aviazione privata

Allerta meteo, temporali e voli privati

Una depressione polare scende sulle isole Britanniche e incontra un Mediterraneo ancora rovente. Allerta arancione in Lombardia, gialla su sette regioni. Ecco che cosa accade davvero in atmosfera durante un'allerta per precipitazioni intense, quali aeroporti sono coinvolti e perché un jet privato attraversa queste giornate meglio di un volo di linea.

Nessun impegno e nessun vincolo, solo un preventivo chiaro e tutto compreso.

Guida operativa Fly with Andreea

A Sestri Levante sono caduti 276 millimetri di pioggia in due ore. Non è un errore di trascrizione: è più acqua di quanta ne riceva Milano in tre mesi, concentrata nel tempo di un pranzo. Poche ore prima, il Dipartimento della Protezione Civile aveva diramato l'avviso di condizioni meteorologiche avverse e la Lombardia aveva alzato il livello ad allerta arancione per rischio idrogeologico e temporali. Chi doveva volare in quelle ore si è fatto una domanda molto concreta, e non riguardava la pioggia: riguardava l'aeroporto.

La lunga fase anticiclonica che ha portato la quinta ondata di caldo dell'estate si sta rompendo. Una vasta depressione di aria fresca di origine polare, scesa dalle isole Britanniche verso l'Europa centrale e il Mediterraneo, sta scalzando la massa d'aria caldissima che ha stazionato sulla penisola per settimane. Non è la pioggia in sé a fare notizia. È il contrasto termico fra le due masse d'aria, ed è esattamente quello che i meteorologi guardano quando emettono un'allerta per precipitazioni intense.

In breve

  • Allerta arancione in Lombardia per rischio idrogeologico e temporali.
  • Allerta gialla per temporali su Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e su parte di Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. L'allerta gialla indica criticità ordinaria, con fenomeni localizzati ma intensi.
  • Giovedì 20 agosto: fenomeni già in atto su Alpi centrali e Liguria, con il nubifragio di Sestri Levante.
  • Venerdì 21 agosto: la giornata più critica, con la perturbazione in transito sul Nord e in estensione a Toscana, Umbria e gran parte del Lazio.
  • Al Sud resta l'anticiclone: sole, caldo e nessuna criticità. Da qui nascono quasi tutte le alternative operative.
  • Per un jet privato l'impatto non è la cancellazione, ma lo spostamento di poche ore e la scelta di un altro aeroporto.

Allerta per precipitazioni intense: che cosa succede in atmosfera

Cumulonembi in sviluppo sopra la Pianura Padana durante un'allerta meteo per temporali e precipitazioni intense
La torre di un cumulonembo maturo. È la struttura che i bollettini indicano con la sigla CB e che gli equipaggi aggirano di venti miglia nautiche.

Il contrasto termico e la zona baroclina

Quando due masse d'aria con temperature molto diverse si affiancano, le superfici a pressione costante e quelle a densità costante smettono di essere parallele. Si crea quella che in meteorologia si chiama zona baroclina, ed è lì che l'atmosfera immagazzina energia potenziale disponibile. Il fronte freddo che avanza agisce da cuneo: solleva meccanicamente l'aria calda e umida davanti a sé, e una volta iniziata la salita il processo si autoalimenta.

La differenza rispetto a un normale temporale di calore estivo è la scala. Un temporale pomeridiano da riscaldamento diurno nasce, matura e muore in un'ora, dentro una cella che raramente supera i dieci chilometri di diametro. Un sistema frontale come questo organizza le celle in strutture più grandi e molto più durature.

Il Mediterraneo troppo caldo, il vero moltiplicatore

Il punto che i meteorologi de iLMeteo.it hanno sottolineato è il più importante di tutti: la massa d'aria fredda passa sopra un mare ancora molto caldo. Dopo settimane di anticiclone, la temperatura superficiale del Mediterraneo è su valori nettamente sopra la media stagionale.

Questo conta perché l'energia di un temporale non viene dal vento, viene dal calore latente di condensazione. Ogni chilogrammo di vapore che condensa in una nube libera circa 2.500 kilojoule di energia. Un mare caldo evapora molto, l'aria che gli scorre sopra si carica di vapore negli strati bassi, e quando quel vapore condensa in quota restituisce tutta l'energia assorbita. Il risultato è un profilo termico verticale fortemente instabile: caldo e umido in basso, freddo in alto.

Un mare troppo caldo non fa piovere di più. Fa piovere tutto insieme.

CAPE, CIN e wind shear: i tre numeri che contano

Chi pianifica voli guarda tre parametri prima ancora di leggere le previsioni testuali.

CAPE, energia potenziale convettiva disponibile. Misura in joule per chilogrammo quanta energia ha a disposizione una particella d'aria che inizi a salire. Sotto 1.000 J/kg si parla di instabilità moderata. Sopra 2.000 J/kg il potenziale è severo. Sopra 3.000 J/kg si entra nel territorio dei fenomeni estremi, con correnti ascensionali capaci di superare i 40 metri al secondo. Con mare caldo e aria fredda in quota, i valori sul Nord Italia e sull'alto Tirreno salgono rapidamente nel pomeriggio.

CIN, inibizione convettiva. È il coperchio. Uno strato stabile in quota può impedire alla convezione di partire, accumulando energia sotto di sé. Quando il coperchio salta, e succede spesso a ridosso del passaggio frontale o nelle ore più calde, tutta l'energia accumulata si scarica in una volta sola. È per questo che i temporali più violenti non sono quelli che si vedono arrivare per ore, ma quelli che esplodono in venti minuti.

Wind shear, la variazione del vento con la quota. Se il vento cambia direzione e velocità salendo, la corrente ascensionale si inclina e le precipitazioni cadono a fianco della corrente che le alimenta invece che sopra di essa. La cella smette di soffocarsi e vive molto più a lungo. Con shear nei primi sei chilometri superiore a circa venti metri al secondo si aprono le porte alle supercelle, la principale fabbrica di grandine di grosse dimensioni.

Dalla cella singola al sistema convettivo a mesoscala

La progressione è sempre la stessa, e i bollettini la descrivono implicitamente.

Perché la Pianura Padana è fra le zone più grandinigene d'Europa

La grandine si forma quando le gocce sopraffuse, cioè acqua liquida a temperature sotto lo zero, congelano su un nucleo di ghiaccio e vengono riportate verso l'alto dalla corrente ascensionale. Ogni giro aggiunge uno strato. Il chicco cade quando il suo peso supera la spinta della corrente, e quindi la dimensione del chicco misura direttamente la forza dell'aggiornamento. Un chicco da due centimetri richiede una corrente ascensionale di circa 25 metri al secondo. Uno da cinque centimetri ne richiede oltre 40.

Il Nord Italia mette insieme tutti gli ingredienti: umidità abbondante da Adriatico e Tirreno, aria fredda che scavalca l'arco alpino, forte riscaldamento diurno sulla pianura e un rilievo che fornisce il sollevamento iniziale. Le statistiche europee sulla grandine di grosse dimensioni collocano regolarmente Pianura Padana, Veneto e Friuli fra le aree più colpite del continente.

Alpi, Prealpi e il caso ligure

L'effetto stau, il sollevamento forzato dell'aria umida contro il versante sopravento di una catena montuosa, è il motivo per cui i bollettini nominano sempre per primi i settori alpini e prealpini. L'aria non deve aspettare il riscaldamento del suolo per salire: la montagna la solleva comunque.

La Liguria merita una nota a parte. L'Appennino ligure corre parallelo alla costa a pochi chilometri dal mare e con quote già significative. Una corrente umida da sud o sud-est che arriva dal Mar Ligure viene sollevata bruscamente e quasi senza preavviso. Se contemporaneamente il flusso in quota è debole, il sistema resta fermo sopra lo stesso punto e scarica per ore. È il meccanismo dell'autorigenerazione, quello che trasforma un temporale in un nubifragio, e produce esattamente quello che si è visto a Sestri Levante.

276 millimetri in due ore significano un tasso medio di 138 millimetri all'ora. Nessun drenaggio urbano, e nessuna pista, è dimensionato per questo.

Allerta meteo oggi e domani: il quadro regione per regione

RegioneLivelloFenomeni attesi
LombardiaArancioneRischio idrogeologico e temporali. Piogge da sparse a diffuse, localmente intense, a partire dai settori alpini
VenetoGiallaRovesci di forte intensità, raffiche di vento, grandinate locali, frequente attività elettrica
Friuli-Venezia GiuliaGiallaCome sopra, con estensione nel pomeriggio e in serata
Trentino-Alto AdigeGiallaTemporali su settori alpini e prealpini, rischio frane e smottamenti
PiemonteGiallaPrecipitazioni a carattere di rovescio e temporale fin dal mattino
LiguriaGiallaNubifragi autorigeneranti sul settore centro-orientale, già verificati
Emilia-RomagnaGiallaEstensione dei fenomeni dal pomeriggio, soprattutto sul settore occidentale
ToscanaGiallaPrime piogge in serata giovedì, temporali localmente intensi venerdì
Umbria e LazioDal 21Temporali localmente intensi e possibili grandinate
Sud e isoleNessunaAlta pressione, sole e caldo. Massime fino a 36 gradi giovedì

Gli aeroporti coinvolti dal maltempo, dal Nord al Centro

Questa è la parte che interessa a chi deve volare, ed è la ragione per cui un'allerta per precipitazioni intense non si traduce quasi mai in voli privati cancellati, ma in voli spostati. L'elenco segue la geografia dell'allerta e comprende sia gli scali commerciali sia i campi che l'aviazione generale usa ogni giorno. Per ciascuno indichiamo codice IATA e codice ICAO, perché nei piani di volo, nei METAR e nei TAF si usa sempre il secondo.

Imbarco su un jet privato dal terminal privato, con maltempo e allerta meteo in corso
Con allerta meteo il vincolo raramente è l'aeroplano. Sono lo scalo, la finestra oraria e le operazioni di rampa a decidere l'orario reale di partenza.

Nord-ovest, il cuore dell'allerta arancione

AeroportoCodiciSensibilità operativa
Milano LinateLIN / LIMLScalo di riferimento dell'aviazione d'affari milanese. Pista singola e spazi di rampa contesi: ogni sospensione per attività elettrica genera coda
Milano MalpensaMXP / LIMCDue piste parallele e maggiore capacità di assorbimento, spesso la scelta più robusta nelle giornate critiche
Milano BergamoBGY / LIMEVicino ai rilievi prealpini, esposto alle celle che scendono dalle valli orobiche
Milano BressoLIMBAviazione generale, pista breve, fortemente condizionato da visibilità e vento
Torino CaselleTRN / LIMFAi piedi delle Alpi occidentali, soggetto a rapidi cali di visibilità nei rovesci
Cuneo LevaldigiCUF / LIMZAlternato utile, anch'esso sottovento ai rilievi
Brescia MontichiariVBS / LIPOBuona alternativa in pianura padana centrale
GenovaGOA / LIMJIl più esposto ai nubifragi liguri. Pista sulla costa e avvicinamento condizionato dall'orografia immediata
AlbengaALL / LIMGPista breve sul ponente ligure, molto sensibile a vento e pista bagnata

Nord-est, fascia prealpina e pianura veneta

AeroportoCodiciSensibilità operativa
Venezia Marco PoloVCE / LIPZQuota prossima al livello del mare, allagamenti di piazzale rapidi con rain rate elevati
TrevisoTSF / LIPHAlternato naturale di Venezia, ma nella stessa area di allerta
Verona VillafrancaVRN / LIPXSbocco della valle dell'Adige, esposto alle celle che scendono da Garda e Baldo
Trieste Ronchi dei LegionariTRS / LIPQBora e rovesci intensi, la combinazione più impegnativa del Nord-est
BolzanoBZO / LIPBAeroporto di fondovalle. Avvicinamento in valle stretta, procedura sensibile a nubi basse e turbolenza
Trento MattarelloLIDTAviazione generale, di fatto inutilizzabile con celle attive sulla valle dell'Adige
PadovaLIPUCampo di aviazione generale, operatività a vista
Udine CampoformidoLIPDAlternato locale friulano

Emilia-Romagna e Toscana

AeroportoCodiciSensibilità operativa
BolognaBLQ / LIPESnodo centrale. Coinvolto dal pomeriggio di giovedì, più esposto venerdì
ParmaPMF / LIMPSul margine occidentale, fra i primi a essere raggiunti
RiminiRMI / LIPRVersante adriatico, condizioni migliori rispetto all'entroterra
ForliFRL / LIPKAlternato romagnolo, utile quando Bologna satura
Firenze PeretolaFLR / LIRQIl più delicato del Centro. Pista di circa 1.750 metri, terreno elevato nei dintorni, procedure specifiche. Con temporali attivi la soglia di dirottamento è bassa
PisaPSA / LIRPPista lunga in pianura costiera, alternato naturale di Firenze è spesso la scelta migliore
Siena AmpugnanoSAY / LIQSAviazione d'affari toscana, pista breve, molto sensibile a pista bagnata
GrossetoGRS / LIRSMaremma, generalmente meno esposto
Marina di Campo, ElbaEBA / LIRJPista molto breve, operatività a vista, prima a chiudere con visibilità ridotta
Lucca TassignanoLIQLAviazione generale

Umbria e Lazio, coinvolti da venerdì 21

AeroportoCodiciSensibilità operativa
Perugia San Francesco d'AssisiPEG / LIRZValle umbra, esposto ai temporali attesi venerdì
Roma CiampinoCIA / LIRARiferimento dell'aviazione d'affari romana. Capacità limitata e restrizioni notturne, quindi poco margine per recuperare ritardi
Roma FiumicinoFCO / LIRFQuattro piste e ampia capacità di assorbimento, alternato robusto di Ciampino
Roma UrbeLIRUAviazione generale, operatività ridotta con fenomeni intensi

Le alternative che restano aperte

Questa è la tabella che conta di più. Al Sud l'anticiclone regge e a nord delle Alpi il quadro è diverso da quello padano. Un jet privato può usare queste opzioni. Un volo di linea, quasi mai.

AeroportoCodiciPerché funziona
Napoli CapodichinoNAP / LIRNFuori dall'area di allerta, sole e caldo
Salerno Costa d'AmalfiQSR / LIRIScalo recente, ottimo per la costiera
BariBRI / LIBDAdriatico meridionale stabile
BrindisiBDS / LIBRPorta del Salento, condizioni ottime
Lamezia TermeSUF / LICACalabria, alta pressione persistente
Catania FontanarossaCTA / LICCSicilia orientale, nessuna criticità
PalermoPMO / LICJSicilia occidentale, stabile
Olbia Costa SmeraldaOLB / LIEOSardegna più stabile anche venerdì
Cagliari ElmasCAG / LIEEVersante meridionale sardo
Nizza Costa AzzurraNCE / LFMNAppena oltre il confine ligure, spesso fuori dal nucleo più intenso
GinevraGVA / LSGGA nord dell'arco alpino occidentale
ZurigoZRH / LSZHGrande capacità, alternato solido per il Nord-ovest
LuganoLUG / LSZAVicinissimo a Milano, ma avvicinamento impegnativo, da valutare caso per caso
Monaco di BavieraMUC / EDDMOltre le Alpi, alternato di lungo raggio per il Nord-est
InnsbruckINN / LOWIDa usare con prudenza: avvicinamento in valle, sensibile a nubi e turbolenza
KlagenfurtKLU / LOWKAlternato per il Friuli quando Trieste è critico
LubianaLJU / LJLJOpzione orientale per il Friuli-Venezia Giulia

Temporali e grandine: che cosa comportano per un volo privato

Un temporale non ferma un aeroplano, e nemmeno un'allerta per precipitazioni intense. Ferma, rallenta o sposta una specifica combinazione di aeroporto, orario e pista. Capire quali leve esistono spiega perché l'aviazione privata assorbe queste giornate molto meglio del trasporto di linea.

I bollettini che l'equipaggio legge davvero

Le previsioni televisive non entrano in cabina. Quello che entra è un insieme di prodotti codificati.

Nel METAR si leggeranno gruppi come TS per temporale, TSRA per temporale con pioggia, +TSRA per temporale con pioggia forte, VCTS per temporale in prossimità, GR per grandine, GS per grandine piccola, SQ per groppo, SHRA per rovescio. Nella sezione nubi appariranno CB, cumulonembo, e TCU, cumulo torreggiante. Un CB nel METAR dell'aeroporto di destinazione cambia immediatamente la pianificazione del carburante.

La regola dei venti miglia e il radar di bordo

La pratica consolidata è non passare mai sottovento a un cumulonembo entro venti miglia nautiche, e sorvolarlo soltanto restando almeno cinquemila piedi sopra la sommità, cosa che con top a 12.000 o 14.000 metri semplicemente non è possibile per un jet d'affari. Si aggira, non si attraversa.

Il radar meteorologico di bordo misura la riflettività delle idrometeore. Va gestito, non semplicemente acceso. Il tilt, l'inclinazione dell'antenna, va regolato in funzione di quota e distanza, altrimenti si guarda sopra o sotto la parte del temporale che conta. Esiste inoltre l'attenuazione: una cella molto intensa assorbe il segnale e può nascondere dietro di sé una cella ancora peggiore, che sullo schermo appare come un'ombra. Gli equipaggi che volano in Pianura Padana in agosto conoscono bene questo effetto.

Wind shear e microburst, il pericolo dell'ultimo minuto

La corrente discendente di un temporale maturo può raggiungere il suolo e allargarsi radialmente. È il downburst, e nella versione concentrata sotto i quattro chilometri di diametro il microburst. Un aeroplano in avvicinamento incontra prima un forte vento frontale, che lo fa salire sopra il sentiero, poi la componente verticale discendente, poi un vento in coda altrettanto forte che fa crollare la velocità rispetto all'aria nel momento peggiore.

Da qui derivano il wind shear ai bassi livelli, i sistemi predittivi di bordo e la decisione più semplice e più sicura: la riattaccata. Un aeroplano privato che riattacca e ha carburante per attendere venti minuti quasi sempre atterra al secondo tentativo, perché la cella si sposta.

Grandine, fulmini e turbolenza

Grandine. È il fenomeno con il maggiore potenziale di danno strutturale. In volo colpisce radome, bordi d'attacco, parabrezza e prese d'aria. A terra, un aeroplano parcheggiato in piazzale durante una grandinata da tre centimetri può riportare danni che lo mettono fuori servizio per settimane. Per questo, quando l'allerta è nota con ore di anticipo, la prima decisione operativa non riguarda il volo ma il ricovero in hangar, e gli hangar nelle giornate di allerta si riempiono in fretta.

Fulminazione. Un aeroplano colpito è sostanzialmente una gabbia di Faraday: la corrente scorre sulla superficie esterna e si scarica dagli scaricatori statici. Raramente pericoloso in volo. Comporta pero un'ispezione dedicata a terra, che può bloccare l'aeroplano per ore e far saltare le rotazioni successive. È uno dei motivi per cui un ritardo apparentemente inspiegabile si propaga anche quando il cielo si è già aperto.

Turbolenza. Tre famiglie diverse. La convettiva dentro e attorno alle celle, che si evita aggirando. Quella in aria chiara ai margini della corrente a getto, invisibile al radar, che si gestisce con il livello di volo e i rapporti degli altri equipaggi. È, specifica di questi giorni, la turbolenza orografica: quando un vento forte scavalca l'arco alpino si generano onde di sottovento e rotori, con turbolenza severa a quote basse anche in assenza di nubi. È il motivo per cui gli avvicinamenti in valle come Bolzano e Innsbruck vanno valutati con criteri diversi da quelli di pianura.

Jet privato in sosta su pista bagnata dopo un temporale, allerta meteo e voli privati
Pista contaminata dopo un rovescio intenso. Cambia l'azione frenante, cambia la distanza di atterraggio richiesta, e su una pista breve può cambiare l'aeroporto.

Pista bagnata, contaminata e distanze di atterraggio

Con rain rate di questa entità la pista non è semplicemente bagnata, è contaminata, cioè coperta da uno strato d'acqua misurabile. Cambiano tre cose.

Si aggiunge il vento al traverso. Ogni tipo ha una componente massima dimostrata, e con pista bagnata il limite operativo si abbassa ulteriormente. Un groppo temporalesco può ruotare il vento di novanta gradi e triplicarne l'intensità in pochi minuti, trasformando una pista utilizzabile in una pista fuori limite.

Minime, carburante e slot

Le minime aeroportuali definiscono visibilità e altezza di decisione necessarie per un dato avvicinamento. Un aeroporto con avvicinamento strumentale di precisione e certificazione per bassa visibilità continua a operare in condizioni in cui un campo con sola procedura non di precisione ha già chiuso. È la ragione per cui, nella stessa ora e a trenta chilometri di distanza, uno scalo lavora e l'altro no.

La pianificazione del carburante in giornata di allerta prevede carburante di rotta, contingenza, carburante per l'aeroporto alternato, riserva finale e molto spesso un extra discrezionale per l'attesa. Imbarcare più carburante significa poter aspettare che la cella passi invece di dirottare. Su un jet privato questa decisione si prende con l'operatore poche ore prima. Su un volo di linea è stata presa in un ufficio, per una rotazione che riguarda altri quattro voli.

Infine gli slot. Quando i temporali riducono il rateo di accettazione di un aeroporto o attraversano un settore di controllo, il gestore della rete europea impone regolazioni di flusso e assegna un orario calcolato di decollo. Un volo privato ha due vantaggi: può spesso anticipare la partenza prima che la regolazione entri in vigore, e può cambiare destinazione con poche telefonate, uscendo dal settore congestionato.

Che cosa succede a terra

La parte meno visibile è spesso quella che decide l'orario reale di partenza. Quando l'attività elettrica arriva entro pochi chilometri dal piazzale, le operazioni di rampa vengono sospese per la sicurezza del personale: niente rifornimento, niente carico bagagli, niente traino, niente imbarco a piedi. Il cielo può essere già sereno mentre le operazioni sono ancora ferme, e la ripresa è progressiva. Su uno scalo con piazzale di aviazione generale piccolo, come Linate o Ciampino, quaranta minuti di sospensione generano un accodamento che si smaltisce in ore.

Perché il jet privato assorbe il maltempo meglio del volo di linea

Non è una questione di aeroplani migliori. È una questione di gradi di libertà, e sono esattamente quelli che mancano ai voli di linea quando arriva il maltempo.

Le sei leve che un volo di linea non ha

  • Orario. Anticipare di tre ore o posticipare di quattro è quasi sempre possibile, e la finestra fra un sistema e il successivo dura spesso proprio quel tanto.
  • Aeroporto di partenza. Se Linate è in coda, Malpensa o Bergamo sono a mezz'ora di auto. Se Firenze non è utilizzabile, Pisa è a un'ora.
  • Aeroporto di destinazione. Un jet d'affari usa migliaia di aeroporti che le compagnie di linea non toccano, molti fuori dall'area interessata.
  • Decisione tardiva. La scelta si prende due ore prima del decollo, sui dati reali e non sulle previsioni del giorno prima.
  • Carburante. Si imbarca l'extra per attendere, perché non ci sono cinque rotazioni successive da proteggere.
  • Nessun effetto domino. Il ritardo di un volo di linea si propaga a tutta la giornata dell'aeroplano. Un volo privato è un volo solo.

Un esempio concreto. Venerdì 21, con temporali su Lombardia e Veneto e sole al Sud, un trasferimento da Milano verso la Sicilia o la Puglia richiede soltanto di scegliere bene l'orario e, se serve, di partire da Malpensa invece che da Linate. Il tratto critico è il primo quarto d'ora di salita. Una volta sopra il livello dei fenomeni si vola in aria tranquilla, e all'arrivo si atterra con 33 gradi e cielo sereno.

Come gestiamo un jet privato quando c'è allerta meteo

Il metodo di un charter privato comincia molto prima del giorno del volo. Le allerte della protezione civile e i modelli si guardano da 72 ore prima, non la mattina stessa. Quando il quadro è già noto, l'aeroporto proposto in fase di preventivo tiene conto della pista, delle procedure disponibili e della capacità di assorbire ritardi. Ogni volo in giornata critica ha un secondo aeroporto e una seconda finestra oraria concordati in anticipo, non improvvisati. Si valuta l'extra di carburante per l'attesa e, se il rischio di grandine è concreto, si prenota il ricovero in hangar. Slot, permessi, handling, trasferimenti a terra e catering vengono ricoordinati insieme, da un unico interlocutore, non uno alla volta.

Se il tuo volo privato è in questi due giorni e parte o arriva in una delle regioni sotto allerta meteo, la cosa più utile è scrivermi orario e città. In pochi minuti ti dico che cosa è ragionevole aspettarsi e quali sono le due o tre alternative migliori.

Voli cancellati e dirottamenti: che cosa succede davvero

Quando l'allerta meteo entra nel vivo, la parola che compare sui tabelloni è quasi sempre la stessa: ritardo. I voli cancellati arrivano dopo, e riguarda soprattutto i voli di linea, per un motivo che con la pioggia c'entra poco. Un aeroplano di linea vola quattro o cinque tratte al giorno: se salta la prima, saltano anche le altre, e la compagnia cancella per rimettere in sesto la giornata. Un volo privato è un volo solo, quindi non ha una catena da proteggere.

Il dirottamento è un'altra cosa ancora. Non significa che l'aeroporto ha chiuso, significa che in quel momento le condizioni superano i minimi di quell'avvicinamento o che la pista non offre il margine necessario. Con un dirottamento l'aeroplano atterra su un altro scalo, i passeggeri proseguono via terra e l'aeromobile riparte quando le condizioni rientrano. È il motivo per cui, in giornata di maltempo, la scelta dell'aeroporto alternato conta quanto quella dell'aeroporto di destinazione.

Chi vola in charter ha tre uscite che al passeggero di linea non sono concesse: anticipare la partenza prima che la regolazione di flusso entri in vigore, spostarsi su uno scalo vicino non interessato dall'allerta per precipitazioni intense, oppure imbarcare carburante extra e aspettare in volo che la cella passi. Se poi le date sono flessibili, un empty leg già posizionato fuori dall'area critica può risolvere la giornata e costare una frazione.

Perché affidarsi a un broker quando c'è allerta meteo

01

Un solo interlocutore

Aeromobile, slot, permessi, handling e trasferimenti a terra vengono ricoordinati insieme, non uno alla volta e non da uffici diversi.

02

Monitoraggio da 72 ore prima

Allerte della protezione civile e modelli si guardano prima, non la mattina del volo, quando le opzioni si sono già chiuse.

03

Aeroporto scelto sul meteo

La proposta tiene conto di pista, procedure disponibili e capacità dello scalo di assorbire ritardi, non solo della distanza dalla città.

04

Piano B concordato prima

Ogni volo in giornata critica ha un secondo aeroporto e una seconda finestra oraria decisi in anticipo, non improvvisati al banco.

05

Hangar e carburante extra

Ricovero prenotato quando il rischio grandine è concreto, e carburante in più per attendere invece di dirottare.

06

450+ operatori verificati

Se un aeromobile resta bloccato altrove, la rete permette di trovarne un altro già posizionato nella zona giusta.

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Allerta meteo e voli privati: domande frequenti

Che differenza c'è fra allerta gialla, arancione e rossa?
Sono i tre livelli del sistema di allertamento nazionale e descrivono il livello di criticità atteso, non l'intensità del singolo fenomeno. Gialla indica criticità ordinaria con fenomeni localizzati, arancione criticità moderata con effetti diffusi come allagamenti, frane e innalzamento dei corsi d'acqua, rossa criticità elevata. L'allerta riguarda gli effetti al suolo, quindi un'allerta arancione per rischio idrogeologico dice soprattutto quanto il terreno e i sistemi di drenaggio riusciranno ad assorbire la pioggia attesa.
Un jet privato può volare con l'allerta meteo in corso?
Sì, è nella grande maggioranza dei casi lo fa. L'allerta è un avviso di protezione civile sugli effetti al suolo, non un divieto di volo. La decisione operativa la prendono il comandante e l'operatore sulla base di METAR, TAF, SIGMET, minime aeroportuali, stato della pista e limiti dell'aeroplano. Quello che cambia in pratica non è se si vola, ma a che ora e da quale aeroporto.
Quali aeroporti italiani sono più esposti in questa fase?
Sul fronte nord-occidentale Genova, Milano Linate, Milano Bergamo e Torino Caselle. Sul nord-est Venezia, Treviso, Verona, Trieste e gli scali di fondovalle come Bolzano. Dal pomeriggio Bologna e Parma. Da venerdì si aggiungono Firenze Peretola, Perugia e Roma Ciampino. Gli scali con pista breve o procedure di avvicinamento vincolate sono i primi a diventare inutilizzabili.
La grandine può danneggiare un aeroplano?
Sì, ed è il fenomeno con il maggiore potenziale di danno strutturale. In volo si evita restando lontani dai cumulonembi. A terra il rischio riguarda gli aeroplani parcheggiati in piazzale: chicchi di due o tre centimetri possono causare danni che richiedono ispezioni e riparazioni lunghe. Per questo, con allerta nota in anticipo, il ricovero in hangar viene richiesto subito.
Che cosa succede se un fulmine colpisce l'aeroplano?
La struttura si comporta come una gabbia di Faraday e la corrente si scarica all'esterno attraverso gli scaricatori statici. Per i passeggeri l'evento è quasi sempre solo rumoroso. La conseguenza reale è a terra: è obbligatoria un'ispezione dedicata prima del volo successivo, che può bloccare l'aeroplano per diverse ore.
Perché un aeroporto opera e quello vicino no?
Perché contano la lunghezza della pista, il tipo di avvicinamento strumentale disponibile, l'orografia circostante e i limiti di vento al traverso. Un aeroporto con procedura di precisione e pista lunga continua a lavorare in condizioni in cui uno scalo di fondovalle con pista breve ha già sospeso. Firenze e Pisa, a un'ora di distanza, sono l'esempio più chiaro.
Conviene anticipare o posticipare il volo?
Dipende da dove si trova il sistema. In un passaggio frontale la finestra migliore è spesso prima dell'arrivo della linea temporalesca, quindi anticipare. Quando la linea è già sopra l'aeroporto, aspettarne il transito è di norma più efficace che tentare, perché i sistemi organizzati si spostano e lasciano dietro di sé condizioni in miglioramento.
La turbolenza sarà forte?
Nelle vicinanze delle celle sì, ed è il motivo per cui si aggirano. In crociera, sopra il livello dei fenomeni, il volo torna generalmente tranquillo. Attenzione specifica agli avvicinamenti in valle e alle rotte che scavalcano l'arco alpino con vento forte, dove le onde di sottovento possono generare turbolenza significativa anche a cielo sereno.
Quanto tempo prima serve decidere?
Per un aeroplano già posizionato bastano poche ore. Nelle giornate di allerta il vero vincolo non è l'aeroplano ma la disponibilità di hangar, gli slot e il personale di handling, che si saturano rapidamente. Segnalare la propria finestra di viaggio con un giorno di anticipo migliora sensibilmente le opzioni.
Che cosa succede al Sud e nelle isole?
Resta l'alta pressione. Giovedì 20 sono attese massime fino a 36 gradi, venerdì 21 valori fra 31 e 33 gradi con cielo sereno. Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna restano operativamente tranquille e sono le destinazioni e gli alternati più solidi di questi due giorni.
Si può sostituire un volo di linea cancellato con un charter privato?
Sì, ed è una delle richieste più frequenti nelle giornate di maltempo e allerta meteo. Con voli cancellati in serie la condizione è una sola: la disponibilità di un aeroplano posizionato in zona e di uno slot utile. Vale la pena chiedere subito, perché la disponibilità si esaurisce con la stessa rapidità con cui si accumulano le cancellazioni.
Quando torna il bel tempo al Nord?
Il picco è atteso venerdì 21 agosto, con la perturbazione in transito sulle regioni settentrionali e massime fra 22 e 27 gradi. Il quadro va riverificato sui bollettini aggiornati, perché la posizione della depressione determina sia la durata sia la localizzazione dei fenomeni più intensi.
Gli aeroporti chiudono con l'allerta meteo?
Molto raramente in modo formale. Quello che accade è diverso: le operazioni di rampa vengono sospese quando l'attività elettrica arriva vicino al piazzale, il rateo di arrivi viene ridotto, e i singoli avvicinamenti diventano impraticabili se visibilità e vento superano i minimi. L'aeroporto resta aperto, ma lavora molto più lentamente, e su uno scalo piccolo questo basta a generare ore di coda.
Con allerta arancione si può volare in jet privato?
Sì. L'allerta arancione riguarda il rischio idrogeologico e gli effetti al suolo, non lo spazio aereo. La decisione operativa dipende da METAR, TAF, SIGMET, minime dell'aeroporto, stato della pista e limiti dell'aeromobile. In pratica cambiano l'orario e talvolta lo scalo, non la possibilità di volare.
Che differenza c'è fra ritardo, dirottamento e cancellazione?
Il ritardo sposta l'orario. Il dirottamento porta l'aeroplano su un altro aeroporto perché le condizioni superano i minimi di quello previsto. La cancellazione elimina il volo, ed è tipica del trasporto di linea, dove un aeromobile serve più tratte in giornata e il ritardo si propaga. Su un volo privato la cancellazione è l'eccezione, perché non c'è una catena di rotazioni da salvare.
Come si legge un bollettino meteo aeronautico?
Il METAR descrive le condizioni osservate ora, il TAF le prevede per le ore successive con i gruppi TEMPO, BECMG e PROB. I codici che contano in giornate come questa sono TS per temporale, TSRA per temporale con pioggia, GR per grandine, SQ per groppo, CB per cumulonembo. Un CB nel METAR dell'aeroporto di arrivo cambia subito la pianificazione del carburante.
Un empty leg conviene con il maltempo?
Può convenire molto, a una condizione: che l'aeromobile sia già posizionato fuori dall'area interessata dall'allerta. Gli empty leg sono voli di riposizionamento e costano una frazione del charter su richiesta, ma la data e l'aeroporto non si scelgono. Con una finestra di viaggio flessibile è spesso l'opzione migliore proprio nelle giornate difficili.
Quali aeroporti restano operativi al Sud e nelle isole?
Napoli, Salerno, Bari, Brindisi, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Olbia e Cagliari restano fuori dall'area di allerta, con alta pressione, sole e massime fino a 36 gradi giovedì. Sono gli scali alternati più solidi di questi due giorni, sia come destinazione sia come base di riposizionamento.

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Fly with Andreea è un broker di trasporto aereo e organizza voli con operatori terzi in possesso di certificato di operatore aereo. Non possiede e non opera aeromobili. Le considerazioni su procedure, minime, carburante e gestione a terra hanno carattere informativo e non sostituiscono la documentazione ufficiale di volo. Ogni decisione operativa spetta all'operatore certificato e al comandante. Livelli di allerta e previsioni vanno sempre riverificati sui bollettini ufficiali aggiornati.

Fonti: avviso di condizioni meteorologiche avverse del Dipartimento della Protezione Civile e allerta della Regione Lombardia del 20 agosto 2026, ripresi da Sky TG24; analisi meteorologica di iLMeteo.it.

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